|
||
|
Articoli tratti dalla rivista Medicina Domani Agopuntura: solo medici d'elite!Intervista di "Akupunkture Brief" al Direttore L'intervista al Presidente dell'Associazione Nazionale Italiana Agopuntura Marco Speranza, Direttore della "Scuola Superiore di Agopuntura" e responsabile di questo giornale, è stata realizzata dalla rivista scientifica tedesca "Akupunkture Briefe" nell'Aprile '96. D. Presidente, sono trascorsi cinque anni dal nostro ultimo incontro. Vuole fare per noi una breve analisi del cammino percorso nel frattempo, dalla "Scuola Superiore di Agopuntura" da Lei diretta? R. Come Lei ben conosce, la "Scuola Superiore di Agopuntura" è nata in Italia nel lontano 1980, quando riuscimmo a portare nel nostro Paese Maurice Mussat, medico francese e grande maestro ed interprete della moderna Agopuntura. Lo scopo era preciso: attuare in Italia, specialmente a livello delle strutture ospedaliere, un insegnamento dell'Agopuntura di grande livello clinico, con ovvi risvolti professionali e di particolare utilità per il SSN. Molto rapidamente, nel anni immediatamente successivi, è stata realizzata una estensione della Scuola in altri Paesi europei ed in USA. Questo fenomeno di estensione è facilmente spiegato: la Scuola offre un approccio "Scientifico" dell'Agopuntura, con una semantica universitaria e con risultati clinici probanti, alla portata di qualsiasi verifica. D. Ma Lei Presidente, deve convenire che si tratta comunque di un insegnamento su basi prettamente "tradizionali". Quindi "cinese" per eccellenza. R. E' vero, ma con una grande differenza di impostazione che consente al medico occidentale di utilizzare le proprie conoscenze universitarie, associando una strategia clinica millenaria di grande efficienza terapeutica e che rimani intatta. Infatti, medici e studenti che frequentano solo scuole di stampo esclusivamente "tradizionale", si trovano ben presto immersi in un mare di affermazioni e postulati praticante indimostrabili. Il tutto, colorato da una semantica ermetica, piena di termini incomprensibili che ne aumentano...l'oscurità. Poi, al momento importante dell'applicazione clinica, essi non dispongono che di...ricette e di dogmi inaccessibili. D. La chiave "riflessologica" ha tuttavia indicato un percorso di interpretazione clinica non trascurabile. R. Il tentativo di spiegare il "fenomeno Agopuntura", vivo e vegeto da ben 4000 anni, mediante una interpretazione riflessologica" si è dimostrato fin dall'inizio, estremamente riduttivo, parzialmente accettabile e francamente, distante anni luce della ortodossia tradizionale3 che esce sconvolta. Questo accostamento interpretativo, può sembrare all'inizio seducente. Ben presto però, anche il medico che mastica poco di Agopuntura, si rende conto che si tratta di una strada senza sbocchi di elevato tenore clinico. E ciò, porta fuori dai canoni tradizionali che non devono essere traditi ma sempre rispettati. Si tratta di fare Agopuntura e non ... puntura d'aghi...! D. Ma qual è allora, la differenza teorica e pratica del vostro insegnamento da quello "classico" tradizionale sul quale poi correte parallelamente? R. I testi canonici ripeto, devono essere rispettati, mai traditi...! Ma possiamo "decodificarli", spiegarli, chiarirli in maniera strettamente rigorosa, logica, analitica e con assoluta intransigenza per quanto concerne i contenuti. Il testo classico cinese è un "messaggio in codice", che ne ha consentito la trasmissione attraverso i secoli. Esso ci avverte: "se hai capito, non hai bisogno di spiegazioni. Se non hai capito..., tanto meno!" D. Qual' è allora la chiave interpretativa del codice che consente il ponte ideale tra "tradizione" e moderna medicina? R. E' l'uso intelligente delle leggi della Fisica termodinamica, della logica preposizionale ed insiemistica che ci consente una interpretazione costantemente "logica", attenta, profonda, strettamente e rigorosamente aderente ai testi classici ma certamente, in linea con la Scienza moderna, con la Biologia più avanzata, con Fisiopatologia e la clinica universitaria occidentale d'avanguardia. Ciò vuol dire che l'Agopuntura è di una attualità scientifica evidente ed impressionante. D. Ma quali risultati pratici vengono così consentiti ad un medico che voglia intraprendere questi studi post-universitari? R. Desidero sottolineare che il campo applicativo "maggiore" dell'Agopuntura, non è la "terapia del dolore". Almeno non solo ed in quanto tale, come molti sono portati a credere. Il terreno principe dell'Agopuntura è piuttosto la patologia Endocrina, l'Immunologia, la Genetica, la Ricerca. Si tratta di un orizzonte clinico di vaste proporzioni, di alto livello scientifico, con risultati professionali probanti, ma che necessita di una applicazione di studio severa, faticosa che solo una piccola schiera di Medici è in grado di affrontare. D. Per terminare, Presidente, qual è in Italia oggi l'atteggiamento delle istituzioni nei confronti dell'Agopuntura? R. Certamente, non quello di quindici o vent'anni fa, quando l'organizzazione della Scuola era agli albori. Ma anche in quel periodo oscuro, i responsabili del Ministero della Sanità dopo attenta valutazione dei protocolli d'insegnamento, patrocinarono alla nostra "Scuola Superiore di Agopuntura", corsi in abito ospedaliero. E successivamente, anche i nostri congressi, unitamente al Ministero della Pubblica Istruzione. E ciò dice molto, sulla lungimiranza di queste istituzioni e dei loro rappresentanti che intravedevano fin dall'ora, risultati pratici di grande interesse per i medici partecipanti e per le finalità da noi suggerite, relativamente alla possibile contrazione della spesa pro-capite sopportata dal SSN. D. Il prossimo Congresso mondiale in USA, quali vantaggi porterà all'Agopuntura? R. Oggi andiamo a New York sotto l'egida dell'OMS a confrontarci in un appuntamento mondiale, con scuole e medici di ogni angolo della Terra, uniti da un comune denominatore. Ed anche oggi, il Ministero della Sanità è nuovamente "attento" al fenomeno Agopuntura, patrocinando la delegazione italiana in USA, capitanata dal Prof. Alfio Bangrazi, uomo di vertice dell'Agopuntura italiana. Auguriamoci che anche gli Ordini Provinciali, prendano atto dello status dell'Agopuntura nel mondo occidentale e ne favoriscano anche in Italia, quell'inserimento post-laurea nelle Facoltà mediche che la nostra Associazione da molti anni intende realizzare.
Articoli tratti dalla rivista Medicina Domani Come trattare la sterilità in AgopunturaA cura della Scuola Superiore di Agopuntura (A.D'E.) Il ciclo funzionale dell'ovaio è sotto il controllo dell'ipofisi, la cui funzione è regolata da comandi biochimici provenienti dall'ipotalamo attraverso i neuro ormoni. All'inizio di ogni ciclo l'ipofisi produce, su invito ipotalamico, la gonadropina follicolo stimolante (Fsh). Grazie a questa, un certo numero di follicoli inizia a maturare e a produrre gli estrogeni, che immessi nel sangue circolante raggiungono l'ipotalamo e l'ipofisi informandoli degli stimoli maturativi ricevuti. La quantità di Fsh inizia a decrescere mentre compare un nuovo ormone ipofisario: la gonadotropina luteinizzante che induce la completa maturazione del follicolo principale, la sua rottura e la liberazione della cellula uovo.
Questi meccanismi ormonali sono quindi interdipendenti. La minima irregolarità che intervenga in questa sequenza 'è sufficiente a fermare il processo dei fenomeni riproduttivi con conseguente comparsa i sterilità. Nel caso, quindi, di mancata ovulazione, dobbiamo stabilire se gli ostacoli si trovano a livello ipotalamico, ipofisario o ovario, per decidere il trattamento in agopuntura.
Il monitoraggio del follicolo mediante ecografia stabilirà se c'è stata o meno la liberazione della cellula uovo. In caso negativo ci sarà un aumento del dosaggio farmacologico.
In caso di pazienti con attività ipofisaria normale ma non stimolata a sufficienza generalmente non si somministrano miscele di gonadotropine, o Fsh puro, ma farmaci induttori dell'ovulazione, il più famoso è il Clomifene citrato.
Il trattamento in agopuntura in questa fase del ciclo dovrà stimolare l'ipofisi e andrà fatta molto precocemente, dagli ultimi giorni precedenti la mestruazione ai prossimi giorni del ciclo, (pungere in seconda (2), terza (3) giornate). Avremo assi di entrata ed assi di uscita dal cranio. Assi di entrata: (jue yin) e (chao yin)
Dosare sempre le gonadotropina la mattina della seduta e a distanza di 48 ore da questa, perché nella nostra esperienza a 24 ore non abbiamo ancora risposte soddisfacenti. Nell'80% delle pazienti sono incrementati i valori. Unico inconveniente: contrariamente al trattamento farmacologico noi non possiamo aumentare la dose, cioè se la stimolazione non do un incrementatale delle gondotropine da avere lo scoppio del follicolo, non è con l'aggiunta di una ulteriore seduta che possiamo averlo. L'ipofisi risponde a seconda delle sue possibilità. Sicuramente non avremo mai problemi di iperstimolazione.
Se sono solamente le gonadotropina in difetto e l'ovaio risponde bene è logico fare una seduta di stimolazione dell'ovaio in dodicesima (12) giornata in modo di aumentare ciò che l'ovaio sta producendo: gli estrogeni.
La stimolazione del Tchong Mo dà un aumento del desiderio sessuale e noi sappiamo quanto sia compromessa la libido nella paziente che si sente sterile. Inoltre la stimolazione della zona pelvica dà un aumento del flusso di sangue nel piccolo bacino, quindi avremo un'azione trofica sulla mucosa uterina che sarà più ricettiva nella fase di annidamento
In ventunesima (21) giornata faremo nuovamente una stimolazione del tchong mo per far si che l'ovaio produca più progesterone. Nel caso in cui la paziente presenti un certo grado di insufficienza venosa o linfatica, con tendenza gli edemi, alla ritenzione idrica, è preferibile pungere lo yin keo in aggiunta la tchong mo, per muovere lo yin. Ricordiamo tutti che lo yin keo è l'unico dei meridiani curiosi che contiene i tre gruppi yin. Nella nostra esperienza questa associazione si è rivelata più utile della sola stimolazione del Tchong Mo. Punti: 4MP 30S 6MC 4/5 VC La scelta del punto 22 VC per il gruppo juè yin è puramente personale, ma troviamo più logico utilizzare un punto sul meridiano MC. Al contrario invece, se l'ovaio risponde poco alla terapia per scarsità recettoriale, è più logico in dodicesima giornata stimolare nuovamente l'ipofisi e da avere un aumento dell'immissione in circolo di Lh, di modo che l'ovaio aumenterà i suoi recettori per l'Lh e quindi aumenterà la produzione di progesterone. Naturalmente far fare sempre alla paziente i dosaggi ormonali prima di iniziare un trattamento per sterilità e nei limiti del possibile, collaborare con il suo ginecologo. Richiedere sempre: Fsh, Lh, prolattina 17 β estradiolo, progesterone, androgeni ovarici. Spesso però, anche in un trattamento ben condotto non si arriva lo scoppio del follicolo, questo si luteinizza ma non scoppia. Una volta si pensava che il progesterone troppo basso aveva un effetto di questo tipo, oggi si sa che anche un progesterone troppo altro ha lo stesso effetto. Vari centri FIVET conducono uno studio seguendo questo protocollo:
Si è visto che il progesterone passa da 0,5 µg i follicoli possono essere prelevati e le possibilità di riuscita sono ottime, se il progesterone passa da 0,5 a 2.5 µg non sono fecondabili perché le cellule della granulosa si trasformano precocemente in cellule del corpo luteo. Questo significa che in tanti nostri insuccessi sarebbe bastato fare la seduta un giorno prima o un giorno dopo per avere un picco ottimale di progesterone, una ovulazione e quindi una gravidanza.
Articoli tratti dalla rivista Medicina Domani Tutte le ragioni per scegliere l'OmeopatiaDesunto parziale tratto dalla rivista "Marie Claire" L'Omeopatia si sta diffondendo sempre più in tutte le classi sociali, e non solo nei paesi sviluppati europei: è riconosciuta e regolamentata in Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna, ma anche in India, Brasile, Messico. Mentre in Italia, come in Portogallo e in Grecia, viene praticava ma non è ancora riconosciuta.
In Germania, Gran Bretagna e Francia è previsto il rimborso per le cure omeopatiche. In Francia esistono corsi universitari nelle principali città - Parigi, Lione - e ambulatori specializzati in molte strutture ospedaliere. Nel sistema sanitario inglese sono ben sei gli ospedali che utilizzano solo rimedi omeopatici, mentre la Facoltà di Omeopatia esiste già dal 1950. In Germania vi sono strutture assistenziali dove è regolarmente esercitata, e corsi in sette università tedesche. Ma le cose dovrebbero cambiare presto anche da noi. Per uniformare lo status dell'Omeopatia in Europa, nel '92 sono state emanate due direttive comunitarie, che anche l'Italia dovrà recepire entro la fine di quest'anno, in cui si riconosce il rimedio omeopatico come medicinale e si regolamentano il metodo di preparazione e i termini di registrazione.
Il "pianeta Omeopatia" ha una popolazione trasversale, in piena esplosione demografica. In Europa i pazienti sono almeno 50 milioni, in Italia più di tre milioni, per il 60/70% donne. Ci sono gli alternativi per scelta, i curiosi consigliati dall'amico, i disperati che hanno provato tutte le altre terapie senza successo, allergici ai farmaci. "Ma anche tanti ambientalisti", rivela Fabrizia Pratesi, presidente dell'associazione animalista Imperatrice nuda, "che si rivolgono all'Omeopatia perché è una medicina "pulita" che non utilizzala chimica, non inquina, non viene sperimentata sugli animali." La paura delle sempre più diffuse malattie iatrogene, cioè legate all'intervento farmacologico, e l'insicurezza generata dalla rapida perdita di efficacia di molti medicinali, per assuefazione dell'organismo o sopravvenuta resistenza degli agenti patogeni, giocano sicuramente un ruolo determinate a favore della domanda di Omeopatia. "L'Omeopatia è una medicina stabile: da due secoli sperimenta sull'uomo sano i suoi rimedi, che restano sempre validi. Il rimedio omeopatico è vissuto come innocuo: privo di controindicazioni ed effetti collaterali, può essere assunto da bambini e da anziani, da allergici e donne incinte senza pericolo. Non è una cosa da poco. "Nella mia attività di medico legale", racconta il professor Goffredo Sciandone, direttore della II Scuola di Specializzazione in Medicina legale della II Università di Napoli, "molto spe3sso mi trovo a rilevare danni derivati da interventi invasivi o da cocktails farmacologici azzardati. Devo riconoscere che l'Omeopatia, se non altro, osserva il precetto della Scuola Salernitana: nihil nocere, mai nuocere." Quello che colpisce nel trattamento omeopatico, secondo il professor Ferrarsi, ordinario di Sociologia politica all'Università di Camerino, è proprio l'intensità del rapporto medico paziente, l'attenzione che l'omeopata, ha per il malato, per la sua storia, non solo per i suoi organi: "Il malato, in molti casi, vuole soprattutto essere ascoltato, non essere oggetto di pratiche, spesso mediate dalle macchine, di cui non conosce nulla. Soprattutto per quanto riguarda le sindromi psicosomatiche, la medicina ufficiale qui ha un "buco nero": mentre si specializza sempre di più sulla malattia, rischia di perdere di vista l'individuo malato". All'interno della medicina ufficiale, comunque, molti sono convinti della necessità di indagare su una medicina che sta dando molte prove della sua efficacia. Nel mondo, 20 università e centri di ricerca stanno attualmente lavorando su programmi che riguardano prodotti omeopatici. "Il British Medical Journal nel '91 ha pubblicato un'analisi di 107 lavori scientifici riguardanti l'Omeopatia", ricorda Attilio Speciali, "di cui il 70% assolutamente inoppugnabili, che comprovano la sua efficacia terapeutica". In attesa di prove scientifiche, i "pazienti omeopatici"continuano a mostrare una solida fiducia nella loro medicina. Da un'indagine della Doxa su un campione di pazienti omeopatici risulta che oltre l''89% pensa che diano meno disturbi collaterali e il 51% che siano utili per tutti - o quasi tutti - i problemi di salute, mentre il 35% pena che l'efficacia sia limitata ad alcuni disturbi. Inoltre prevedono di continuare a rivolgersi a medici omeopatici anche in futuri il 78% dei giovani, il 72 delle persone di media età e il 70 degli anziani: un livello molto alto di fedeltà per tutte le generazioni. IN CIFRENel mondo muove un giro d'affari di circa 1.800 miliardi di lire, pari allo 0,5% del mercato farmaceutico globale, così distribuito: 60% in Europa (di cui il 25% nella sola Francia), 20% in America del Nord e il restante 25% nel resto del mondo. In Europa svolgono la loro attività oltre 100mila medici omeopatici e 50mila farmacie, per servire 50 milioni i pazienti. In Italia l'Omeopatia conta su un fatturato globale annuo di 110 miliardi di lire e può contare su 3 milioni circa di pazienti e su 4 mila medici prescrittori. Quattromila farmacie su un totale di 15.876 vendono anche rimedi omeopatici. Un vero boom: rispetto a cinque anni fa, le cifre sono più o meno raddoppiate.
Articoli tratti dalla rivista Medicina Domani Il laser nella traumatologia sportivaPatologia muscolare e tendinea Ogni gesto della vita quotidiana dello sportivo utilizza una programmazione muscolare e tendinea, che sarà tanto efficace quanto più puro, rapido e intuitivo sarà il gesto. La minima lesione perturba lo schema corporeo e la precisione spaziale del movimento. Ne consegue un handicap per l'atleta con successivo scadimento della prestazione sportiva. Possiamo classificare le lesioni muscolari secondo il tipo di traumatismo e secondo il quoziente di gravità:
I tendini sono sottoposti allo stesso regime di attività dei muscoli dai quali dipendono. Le intense e ripetute forze i contrazione muscolare cui essi sono esposti nello sport e le condizioni topografiche specifiche di ciascuno di essi sono responsabili degli eventi patologici d'infiammazione e di rottura che regolarmente ci è dato osservare. Dal punto di vista anatomo-patologico si distinguono:
Nel trattamento con la Laser-terapia di queste patologie terremo conto:
La casistica a disposizione per tali patologie è molto vasta ed è disponibile presso la nostra Scuola di Laserterapia. In questa sede porremmo l'attenzione su alcune di esse, di più frequente riscontro negli sport definiti di massa quali il calcio, l'atletica, judo, rugby etc. Per le lesioni muscolari riferiremo come esempio le mialgie e miositi degli adduttori (pubalgie), muscoli estremamente sollecitati nella maggior parte degli sport. Per descrivere tale patologia sono stati adottati molti termini certamente non tutti sinonimi quali:
Riguardo questi termini occorre tener presente 4 patologie ben diverse:
Queste specificazioni, forse superflue, sono state messe in risalto per l'importanza che assumono ai fini di una condotta terapeutica con il Laser, in quanto i diversi livelli e implicazioni delle strutture muscolari o tendinee, comporteranno come vedremo tecniche del tutto diverse. Per quanto attiene le patologie tendinee, la più frequente tra le tendinite dello sportivo è di gran lunga quella del tendine d'Achille. Costituisce da sola infatti più della metà dei casi da noi trattati per lesioni tendinee. Il corretto uso del Laser in questi casi di tendinite acuta, risparmierà senza dubbio un numero considerevole di interventi chirurgici successivi, per trattare la rottura del tendine che spesso si produce insidiosamente a partire da una infiammazione acuta o una rottura parziale male diagnostica. [...] ConclusioniLa terapia LASER, costituisce certamente un valido e comprovato rimedio per queste affezioni dolorose, senza naturalmente escludere la possibilità di un concomitante trattamento chiropratico o agopunturistico (di grande utilità in Medicina Sportiva) o farmacologico. Quest'ultimo somministrato per altro a bassissimi dosaggi (subterapeutici), possono costituire il noto "trattamento segnale" potenziato poi dal trattamento LASER. Importanza fondamentale ai fini di un valido e rapido successo terapeutico, l'utilizzo del "giusto apparecchio" alla giusta potenza di erogazione ove la diversa patologia lo richieda, in profondità o in superficie. Quindi, LASER I.R. (infrarosso) ad azione profonda, per problemi cronicizzati, LASER He-Ne (elio-neon), per zone dolenti locali e superficiali nelle varie tendiniti. Sottolineiamo infine la validità, sia per l'effetto del risultato finale, sia per il notevole accorciamento dei tempi di applicazione, dell'utilizzo di apparecchi LASER con 2 o pià terminali diodici. Ciò ci consente di articolare programmi terapeutici di base, su punti distali diversi e con contemporanea scansione locale. Questo concetto di "simultaneità", riteniamo tra l'altro, essere quello più vicino concettualmente ed empiricamente, alla reale stimolazione della circolazione "bioenergetica" e "bioelettrica" del nostro organismo. | ||
| Istituto S.I.S Hahnemann - Scuola Superiore di Agopuntura info@ssagopuntura.net - www.ssagopuntura.net | ||