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Articoli tratti dalla rivista Medicina Domani Case Report: Trattamento di un caso di prolattinoma con AgopunturaINTRODUZIONELa ghiandola ipofisaria, unitamente all'ipotalamo, forma il più influente sistema endocrino dell'organismo. L'ipofisi anteriore o adenoipofisi secerne almeno sei ormoni alcuni dei quali funzionano da tropine, cioè stimolano la secrezione di altre ghiandole endocrine come la tiroide, la corteccia surrenale, le gonadi. L'ipofisi posteriore o neuroipofisi, unitamente all'ipotalamo, produce a sua volta vari ormoni, alcuni dei quali sono "releasing factors" che stimolano la produzione delle tropine. L'anatomia della ghiandola ipofisaria nell'uomo e le sue strette relazioni con l'ipotalamo sono illustrate nella fig. 1.(1) (2). L'ipofisi è collocata nella sella turcica alla base del cranio in una zona di difficile accesso. Nell'uomo pesa circa 0,5 grammi e il lobo anteriore rappresenta circa il 75% dell'intera ghiandola. L'ipofisi anteriore sintetizza e secerne 6 ormoni di ben definito significato funzionale (ACTH, FSH, LH, T SH, PRL, GH). (Fig 2). La prolattina (PRL) è un polipeptide di struttura molto simile al GH e le cui sequenze aminoacidiche sono state esattamente definite. Essa è composta da una catena di 199 aminoacidi. In condizioni fisiologiche i livelli di PRL aumentano durante la gravidanza (da 6-50ng/ml a 50-30ng/ml) e, al di fuori dello stato fravidico, durante il sonno, l'esercizio fisico, lo stress, l'attività sessuale, i pasti. L'ipotalamo esercita un controllo inibitorio mediante il PIF (Prolactin Inhibiting Factor) attualmente identificato come la dopamina. La principale azione della PRL, come è noto sicuramente agli illustri Colleghi consiste nella stimolazione della ghiandola mammaria, in previsione della lattazione, mentre al di fuori della gravidanza e nel maschio coadiuva l'azione del GH in virtù della composizione simile. Caratteristici tumori funzionali dell'ipofisi sono gli adenomi, tra i quali i prolattinomi sono i tumori più comuni dell'adenoipofisi (40% dei tumori ipofisari) (fig.3). Tumori di piccole dimensioni (microadenomi minori di 10 mm) sono presenti nel 25% delle ipofisi esaminati in sede autoptica; adenomi più voluminosi (maggiori di 10mm) rappresentano il 10% dei tumori intracranici. I microadenomi prolattino-secementi si manifestano per lo più a causa dei sintomi correlati all'alto tasso ematico i PRL, consistono principalmente in diminuzione della libido, amenorrea, galattorrea, cefalea, depressione. La bromocriptina, alcaloide ergotinico derivato dalla segale cornuta, è la più utilizzata tra i farmaci ipoprolattinemizzanti. Essa inibisce la sintesi ed il rilascio della PRL agendo a livello sia ipotalamico che ipofisario indipendentemente dall'integrità dell'asse ipotalamo-ipofisario, ed inibisce anche l'attività micotica delle cellule lattotrope riducendo il volume degli adenomi. I più comuni effetti collaterali descritti consistono in nausea, vomito, ipotensione. Il dosaggio terapeutico medio è di 7,5 mg/die e nel 60% dei casi entro due mesi dall'inizio del trattamento determina la normalizzazione dei livelli di PRL con ricomparsa dei flussi mestruali e risoluzione della galattorrea. I casi resistenti al trattamento con bromocriptina non superano il 5% secondo quanto descritto in lettura. Scopo del presente lavoro è riferire ai colleghi di uno di questi casi tratto con agopuntura. DESCRIZIONE DEL CASODonna di 37 anni, di professione infermiera, sposata, con due figlie di 11 e 17 anni nate con taglio cesareo. Menarca a 11 anni con cicli sempre regolari. Nell'anamnesi patologica remota risulta solo una colica epatica da iperviscosità biliare. Da 5 anni presenta amenorrea, galattorrea, calo della libido con valori di PRL di 200ng/ml (v.n. 5-20 ng/ml). Da 2 anni assume 2,5 mgX 3 di bromocriptina (Parlodel) che le provoca pesante sedazione. Tale terapia ha consentito soltanto una sporadica ricomparsa nel ciclo, parziale diminuzione della galattorrea, non ha influito sulla libido. Da 6 mesi inoltre la paziente accusa manifestazioni depressive associate ad un quadro di pirosi gastrica. La paziente riferisce che stati prolungati di stress emotivi peggiorano il quadro amenorroico e la galattorea. Una TAC eseguita nel settembre 1995 depone per la presenza di un microadenoma ipofisario di circa 5mm con spostamento controlaterale del peduncolo ipofisario (fig.4). La paziente è stata sottoposta a 8 trattamenti in agopuntura con frequenza settimanale, seguita da altri 6 trattamenti con frequenza quindicinale. Tutti i trattamenti sono consistiti nella apertura del programma ad alta energia Tchong Mo o Vaso d'assalto, associato alla puntura di punti terminali del meridiano di stomaco (Yang Ming del piede): 4MP, 30 St, 5VC, 36 St, 44St. Sono stati utilizzati aghi trimetallici con 8cm di lunghezza e 0,35 mm di spessore, e per ogni seduta gli aghi venivano lasciati in sede per circa 30 minuti senza essere stimolati né manipolati. Dopo la seconda seduta la paziente ha riferito la ricomparsa del ciclo mestruale che si è ripresentato poi regolarmente a distanza di circa 29 giorni tutti i mesi. Dopo la sesta seduta i dosaggi ematici della PRL mostravano valori di 50 ng/ml (v.n 5-20 ng/ml) e dopo l'ottava valori di 24 ng/ml. Dalla settima seduta la paziente ha riferito di sentirsi meno depressa e contemporaneamente di avere notato un aumento della libido. Tale modificazione del quadro clinico ha suggerito di passare a due sedute con un frequenza quindicinale: ne sono state effettuate 6, dopo le quali stata eseguita la Risonanza Magnetica cerebrale di controllo. L'esito di tale esame è riportato nella fig.5. Le dimensioni normali della ghiandola ipofisaria e la posizione in esse del peduncolo sono suggestive per la riduzione del microadenoma al di sotto della capacità di risoluzione dell'esame. DISCUSSIONEI dati tradizionali attribuiscono il controllo della lattazione al meridiano di stomaco (Yang Ming del piede) sia per l'appartenenza di questo meridiano all'elemento terra (la madre che nutre), sia per il suo percorso che lo porta a sovrastare la zona mammaria Trovandoci nella situazione di un eccesso di produzione lattea, uno degli scopi del trattamento è stato quello di scaricare il pieno energetico dello Yang Ming del piede. Nel caso della nostra paziente però l'iperattività secretoria mammaria non dipendeva tanto da una patologia della ghiandola quanto dall'iperattività ipofisaria dovuta al microadenoma. Per questo è stato necessario collegare lo scarico del meridiano con un programma che coinvolgesse il sistema endocrino. Gli studi del Dott. M. Mussat (9) dimostrano che il Vaso Meraviglioso Tchong Mo è un programma di alta energia che governa la funzione ipofisaria e che comprende nella sua sequenza, come elemento centrale, proprio l'unità energetico-funzionale Yang Ming. (fig. 6). Da queste considerazioni è scaturito il protocollo di trattamento da noi utilizzato. CONCLUSIONILa paziente, già in cura da tempo con la bromocriptina, strenne stata classificabile secondo i dati della letteratura come un caso resistente alla terapia. Considerando che l'unica variabile aggiunta dopo due anni di trattamento farmacologico è stata l'agopuntura e che la risoluzione del quadro clinico ed anatomopatologico è avvenuta dopo l'inizio di tale terapia, ci sentiamo autorizzati a considerare significativa l'aggiunta di questa metodologia nell'evoluzione favorevole della patologia della paziente. Non possiamo affermare con certezza che l'agopuntura sia stata l'unica responsabile della scomparsa dell'adenoma e della sintomatologia connessa, ma ci sembra indubbio che questa pratica millenaria abbia quanto meno contribuito a rendere più efficace la risposta della paziente ad una terapia farmacologia fino ad allora assolutamente improduttiva. D'altra parte l'interazione positiva tra agopuntura e farmacoterapia era già stata da più fonti segnalata e anche da noi riportata in un lavoro presentato al Simposio del WFAS del 1995 a Istanbul (10) dove veniva dimostrato che tale connubio comporta un abbassamento della dose minima efficace, un accorciamento del tempo di esposizione al farmaco e quindi un minore rischio di effetti collaterali, a tutto beneficio della qualità della vita dei nostri pazienti. | ||
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