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Medicina Domani

Medicina Domani
Quadrimestrale scientifico di Informazione
edito dalla Scuola Superiore di Agopuntura

Articolo tratto dalla rivista Medicina Domani
Anno IX - n. 1 Gennaio-Aprile 2003 - 1° Quadrimestre

Atlante di Agopuntura
introduzione

Dr. Bruno Trovato

I Meridiani di agopuntura sono dei "tragitti"che attraversano in tutta la sua lunghezza la cute di ogni essere umano.
Ho usato volutamente le virgolette nella parola tragitti, poiché questi sono invisibili, mai sono stati individuati, mai si è dimostrata la loro esistenza sulla cute con assoluta certezza!

Anatomicamente non si possono osservare anche se in realtà esistono. Sembra un gioco di parole ma è la verità.
L’agopuntura non si avvale in pratica dei meridiani, ma dei punti che li compongono.

I meridiani non sono allora quelle ipotetiche strisce che attraversano il corpo umano dall’alto in basso e dal basso in alto, non sono quella specie di "ferrovia"composta da tanti binari lungo i quali le cariche elettriche corrono tranquillamente secondo il loro verso direzionale, rispettando la loro carica elettrica positiva o negativa.
I meridiani non sono neanche, restando all’immagine della "ferrovia", quei binari che attraversano tante stazioni all’interno delle quali sono alloggiati i punti.
L’energetica ci insegna che la realtà è un’altra.

Il punto è l’unica zona di questi tragitti ad avere carica elettrica e non è vincolato da strisce o binari, né da stazioni che lo imprigionano.
Ecco il motivo per cui, non esistendo questo vincolo che imprigiona le cariche di ogni punto, è possibile che queste sia in grado di "dialogare"con la precedente o con la successiva, ma al tempo stesso anche con altri punti di altri tragitti.

I meridiani, meglio ancora i trigrammi da loro rappresentati e soprattutto i punti che li compongono possono interagire tra loro e questo dialogo è il movimento che permette di dar vita a tutta l’energetica.
Ormai è d’uso comune usare il termine di meridiani inteso come "circuito" così da poter capire, ma soprattutto per avere un mezzo reale e pratico al fine di poter codificare l’energetica, fino a poter impostare e mettere in pratica protocolli di terapie vere e proprie.
Insomma, è questo un mezzo, uno stratagemma che ormai è diventato cultura ed allora, così come per un astronomo la costellazione del carro non è un carretto con ruote ed annessi, ma è invece l’insieme di tante stelle che la compongono, per noi il termine di meridiano deve rappresentare solo una ipotetica linea di congiunzione di punti di uno stesso trigramma.

I punti sono allora la vera essenza dell’Agopuntura e le linee ipotetiche che li uniscono e che non hanno alcuna valenza elettrica sono i meridiani, termine questo che, dopo questa piccola puntualizzazione, anche noi continueremo ad usare per ovvia nostra comodità.

Avremo modo, strada facendo, al momento opportuno, di spendere qualche altra parola su tale argomento per poter meglio chiarire questo concetto e, al tempo stesso, per far si che l’Agopuntura si possa avvicinare maggiormente alla nostra mentalità occidentale che spesso rifiuta dogmi antichi di migliaia di anni.

Questo testo atlante si prefigge unicamente lo scopo di illustrare la posizione anatomica di ogni singolo punto, i loro rapporti con le strutture anatomiche che li accolgono, descrivendo per ognuno di loro gli accorgimenti pratici per poter meglio reperirlo.
Accanto ad ogni punto è citato, per rigore di cronaca, anche il nome che la medicina tradizionale cinese gli ha conferito poiché da alcune Scuole, ad impronta più tradizionale, è usato più comunemente.
Di proposito non ho voluto citare le eventuali patologie su cui ogni punto può agire poiché ciò mi è sembrato molto restrittivo ed inutile.

I trattamenti con agopuntura non utilizzano mai un singolo punto, ma ogni punto fa parte sempre di un programma, di un protocollo, che utilizza tanti altri punti contemporaneamente, a seconda della patologia da trattare e spesso, per la stessa, usa anche protocolli differenti poiché un paziente è diverso dall’altro, il "terreno di coltura" cambia, e spesso, nello stesso paziente, in momenti diversi, possiamo trovare situazioni di tipo energetico completamente mutate.
È questa una situazione di facile comprensione solo se si ha padronanza dell’energetica!

Ecco il motivo per cui è sconveniente nominare patologie legate al singolo punto poiché queste potrebbero sicuramente creare confusioni, ma si rimanda per la comprensione dell’energetica e dell’applicazione di questa nelle varie patologie ai testi di energetica consigliati dall’Istituto, ma soprattutto alle lezioni dei corsi di perfezionamento che ormai da anni la Scuola organizza.

I punti di agopuntura sono le "finestre" attraverso le quali l’organismo riesce a comunicare con l’esterno e viceversa l’operatore, mediante queste, dall’esterno può comunicare con l’interno.
L’uomo è come un microcosmo immerso all’interno di un macrocosmo ed i punti permettono in maniera armonica alle due entità di dialogare tra loro.
È curioso notare come il macrocosmo si manifesta con dodici mesi l’anno e come il microcosmo risponde con dodici Meridiani, sei positivi (yang) e sei negativi (yin), disposti sei nel lato destro e sei nel lato sinistro.
Per essere ancora più precisi, ogni gruppo di sei attraversa la cute con una ulteriore caratteristica: tre yang, nella zona posteriore del corpo, corrono dall’alto verso il basso e tre yin, nella zona anteriore, del corpo corrono all’opposto dal basso verso l’alto.

Il motivo di tutto ciò deriva dal fatto che la regione posteriore del corpo, da un punto di vista elettrico è positiva rispetto a quella anteriore.
La spiegazione di quanto affermato è semplice se si dà per scontato il fatto che tutto ciò che è positivo si trova più in alto rispetto al negativo e, al tempo stesso, se si pensa che ai tempi della vita embrionale il dorso era la parte più alta di tutto il feto (ricordate l’immagine del feto che somiglia a quella dell’orecchio rovesciato?) quindi la positiva, mentre quella ventrale situata ovviamente più in basso della precedente, era automaticamente la più negativa.
Questa particolarità embrionale rimane sul nostro corpo anche dopo la nascita, infatti vedremo che i meridiani ad impronta maggiormente più positiva corrono sul dorso e parallelamente ad esso.

Precisiamo anche, per evitare confusione, che quando si dice che il meridiano corre dall’alto in basso, si deve sempre tenere presente la figura umana posta in posizione eretta con le braccia protese verso l’alto e con le mani aperte così che la parte più alta non è più la testa bensì le dita.

I tre negativi (yin), che vanno dal basso in alto, attraversano la parte antero-mediana degli arti inferiori e superiori e la parte anteriore del tronco, saltando letteralmente la zona della testa.

I tre positivi (yang), che vanno dall’alto in basso, attraversano la parte antero-laterale degli arti superiori ed inferiori, la parte dorsale del tronco e sono gli unici a percorrere la cute della testa.

Di questi solo uno fa eccezione ovvero lo Yang Ming () che, pur essendo di carica elettrica positiva, percorre la parte anteriore del corpo ma, per questa particolarità, si rimanda ogni spiegazione ai testi di energetica.
Tutto quello che si dirà di seguito, specie in questa introduzione, sarà ben comprensibile al lettore che ha frequentato o frequenta una Scuola di Energetica; ovviamente chi non ha avuto questo privilegio è invitato a farlo poiché solo in questo modo riuscirà a comprendere in maniera rigorosamente scientifica argomenti che altrimenti potrebbero sembrare a dir poco strani e troppo lontani dal nostro modo di pensare moderno ed occidentale.

Tornando ai nostri meridiani è da sottolineare il fatto che i tragitti negativi sono relativamente meno negativi dal tronco al braccio rispetto al tratto che va lungo gli arti inferiori; di contro i tragitti positivi sono a loro volta relativamente meno positivi dalla testa in giù rispetto al tratto che va lungo gli arti superiori.
Esiste quindi una relatività della polarità lungo il percorso elettrico dei Meridiani.
Altra caratteristica dei Meridiani è che i loro punti sono più superficiali alle estremità e, per quanto riguarda i positivi, anche alla testa.

Per poterli meglio descrivere diamo ora un nome e cognome a questi Meridiani rimandando tutte le spiegazioni di tipo energetico ai testi di Energetica.

I tre circuiti negativi sono:

  1. TAE YIN

  2. CHAO YIN

  3. TSIUE'YIN

I tre circuiti positivi sono:

  1. CHAO YANG

  2. YANG MING

  3. TAE YANG

Nel TAE YIN () distinguiamo il Meridiano di MILZA-PANCREAS e quello di POLMONE.

Nel CHAO YIN () distinguiamo il Meridiano di RENE e quello di CUORE.

Nel TSIUE' YIN () distinguiamo il Meridiano di FEGATO e quello di MAESTRO CUORE.

Nel CHAO YANG () distinguiamo il Meridiano di TRIPLICE RISCALDATORE e quello di VESCICA BILIARE.

Nel YANG MING () distinguiamo il Meridiano di GROSSO INTESTINO e quello di STOMACO.

Nel TAE YANG () distinguiamo il Meridiano di INTESTINO TENUE e quello di VESCICA.

Sinteticamente possiamo usare il seguente schema:

La figura precedente ci sottolinea la particolarità che ogni Meridiano è accoppiato solo ed esclusivamente con un altro.

Elettrodinamicamente un tragitto non ha senso se non lo si considera con il suo accoppiato, quindi a loro volta i sei circuiti sono tra di loro accoppiati a due a due:

  1. TAE YIN () con YANG MING () .

  2. CHAO YIN () con TAE YANG () .

  3. TSIUE' YIN () con CHAO YANG () .

I tre accoppiamenti porteranno quindi i relativi meridiani ad essere così collegati tra di loro:

  • MILZA PANCREAS -> POLMONE -> GROSSO INTESTINO -> STOMACO -> MILZA PANCREAS... e così via!

  • RENE -> CUORE -> INTESTINO TENUE -> VESCICA -> RENE... e così via!

  • FEGATO -> MAESTRO CUORE -> TRIPLICE RISCALDATORE -> VESCICA BILIARE -> FEGATO... e così via!

La cute, percorsa da questa rete elettrica, è partecipe a tutti gli equilibri-squilibri dell’organismo poiché gli organi interni riescono a comunicare con l’esterno attraverso questi pozzi di energia che sono i punti di agopuntura; si è dimostrato che al di sotto di ogni punto si possono trovare o un tronco nervoso più o meno importante o un vaso sanguigno sia arterioso che venoso.
Ci sono comunque sempre delle piccole concavità della cute delimitate o da superfici articolari, da masse muscolari, da tendini o da altre strutture che comunque fanno si che la superficie sottostante non corrisponda mai ad una parte dura come potrebbe essere un osso; l’energia insomma percorre sempre dei canali privilegiati che sono piani di clivaggio.
Non tutti i piani di clivaggio sono Meridiani ma ogni Meridiano è sempre un piano di clivaggio contenente liquidi interstiziali con ioni ed elettroliti e l’agopuntore riesce a percepire il punto di agopuntura palpandolo, facendovi scorrere il proprio dito, come se fosse un avvallamento, una depressione, ovvero un pozzo.

Per poter meglio comprendere questa situazione è opportuno soffermarci brevemente per fare delle riflessioni con esempi pratici.
Prendiamo un recipiente contenente un liquido e riempiamolo con altri recipienti più piccoli che hanno la caratteristica di essere generatori di corrente.
La figura illustra quanto premesso: all’interno del cilindro pieno di acqua o di un altro liquido abbiamo inserito altri piccoli cilindri aventi tutti all’interno carica positiva ed all’esterno carica negativa.

È ovvio che, più cilindri inseriamo e più l’acqua fuoriesce dal contenitore fino a lasciare tra i "generatori di corrente" soltanto una patina di umidità che avvolgerà tutte queste strutture.
L’esempio è voluto a proposito poiché la situazione illustrata somiglia molto a quello che in realtà succede in natura all’interno di tutti gli esseri animati.
Vi è un involucro molto grande, ovviamente ci riferiamo a tutto il mantello cutaneo, che contiene al proprio interno liquido che bagna tutti gli organi, come il fegato, cuore, milza, reni e... tutti insomma.
Ogni organo è un generatore di corrente poiché al proprio interno contiene cariche positive ed al proprio esterno invece le cariche sono di segno negativo.

Se poi vogliamo essere ancora più fiscali nell’esempio, non dimentichiamo che ogni organo è ovviamente formato da un numero enorme di cellule che, a loro volta, si comportano come altri generatori di corrente avendo esse stesse la caratteristica di possedere carica positiva al loro interno e negativa al loro esterno, ed anch’esse sono circondate da liquido.
Sono organi all’interno di altri organi!

A questo punto, tornando al cilindro della figura precedente, possiamo osservare come tutte queste cariche originanti dai vari generatori hanno la possibilità di migrare, di muoversi e, facendosi strada tra tutte le strutture, vengono proiettate alla periferia.
Così accade anche all’interno del nostro corpo!
Quindi ogni organo proietta in superficie, ovviamente sulla cute, le cariche che esso stesso genera e, per fare questo, percorrerà la via più semplice, la più breve, quella di minore resistenza, usando come veicolo il liquido che lo circonda e che avvolge tutti gli organi.
Sulla cute avremo allora una mappa di tanti punti allineati corrispondenti alle cariche elettriche che fuoriescono all’interno di veri e propri "pozzi".
L’insieme, l’allineamento di tutti questi punti danno vita a quelli che in gergo noi medici agopuntori usiamo denominare meridiani.
Tutti questi "pozzi" emergono sempre all’interno di avvallamenti formati da strutture morbide, quali possono essere muscoli o tendini o anche dure, quali due ossa accostate tra loro, (ecco i piani di clivaggio nominati poco sopra), poiché solo in questo modo le cariche possono fuoriuscire con più facilità, cosa ovviamente poco probabile se i punti stessero al di sopra di strutture ossee compatte.

La figura successiva illustra in modo molto schematico la situazione appena descritta.

Così come gli organi interni riescono a comunicare con l’esterno attraverso questi punti, l’agopuntore usa gli stessi per poter inviare "messaggi"all’interno.
In linea di massima possiamo affermare che i Meridiani negativi ricevono informazioni dagli organi pieni, come ad esempio il polmone, milza-pancreas, rene, fegato, etc.
Al contrario invece i Meridiani positivi ricevono informazioni dagli organi cavi, come ad esempio lo stomaco, grosso intestino, vescica, etc. I testi di energetica spiegano ampiamente queste due ultime affermazioni!

Oltre ai meridiani appena accennati, positivi e negativi, che hanno tutti, indistintamente, il contro laterale simmetrico sia a destra che a sinistra, vi sono altri due meridiani che sono simmetrici tra di loro nel senso anteriore e posteriore, sono cioè centrali e dividono il corpo a metà.
Uno è anteriore (yin) ovvero il Vaso Concezione che corre lungo la linea mediana anteriore e l’altro è posteriore (yang) ovvero il Vaso Governatore che corre lungo le apofisi spinose della colonna.

Abbiamo più volte, in queste poche righe di introduzione, fatto riferimento all’Energetica.
Questo testo atlante ha lo scopo di illustrare solo l’anatomia dei punti, ma, per poter impostare tutto un discorso terapeutico logico e scientifico, si invita il lettore a comprendere bene l’Energetica.
Mi si potrà obiettare che questa affermazione può essere anche vera, ma intanto fino ad oggi, da migliaia di anni l’agopuntura è stata sempre praticata con risultati stupendi anche senza sapere dove stesse di casa l’Energetica.
Obiezione accettata!
Anche io sono d’accordo!

Mi sono però reso conto che, dopo anni di attività clinica, da quando ho cominciato ad interessarmi di Energetica le terapie sono finalmente diventate più logiche, più comprensibili.
Spesso il programma terapeutico per una patologia può anche restare identico quando si affronta il problema da un punto di vista tradizionale o da un punto di vista più moderno, usando ovviamente le cognizioni di energetica, ma finalmente in questo modo almeno si comprende, non ci troviamo più davanti ad un dogma e noi terapisti abbiamo un’arma in mano straordinaria che è quella della logica!

Non abbiamo allora più bisogno di ricette tramandate da migliaia di anni, ma finalmente possiamo "cucire" addosso al paziente la sua terapia più utile come se fosse un abito su misura, possiamo quindi personalizzare le terapie usando solo ed esclusivamente la logica.

 

Articolo tratto dalla rivista Medicina Domani
Anno IX - n. 1 Gennaio-Aprile 2003 - 1° Quadrimestre

Verso una Psicologia Omeopatica

Eugenio Fizzotti e Giovanni De Giorgio

L'attenzione rivolta all'omeopatia e alle possibilità contenute nelle medicine non convenzionali sta indubbiamente crescendo nel momento storico in cui viviamo.
Ne sono prova le polemiche di cui giornali e riviste sono piene, ma anche, e soprattutto, gli incontri scientifici che ad ogni livello affrontano con sempre maggior interesse le tematiche riguardanti i vantaggi per il benessere della persona dell'uso di metodiche alternative.

Notevole contributo in tale direzione viene dalla lenta diffusione di una visione antropologica che, superando le limitate e limitanti prospettive di un riduzionismo a base positivista, apre agli spazi sconfinati e imprevedibili della pluridimensionalità additando possibilità straordinarie di indagine, di sperimentazione e di verifica che siano più rispettose dei veri processi di crescita e di maturazione della persona.

"Benessere" e "malessere" non vengono più collegati ad un semplice e difettoso funzionamento organico ben classificabile e anatomizzabile, ma sono rapportati ad una concezione più integrale e globale della persona, al suo divenire in un contesto segnato fortemente dalla relazionalità, alla percezione della corporeità come modalità di esistenza, all'apertura solidale e originale all'ambiente circostante.

Emerge forte, allora, la necessità e l'urgenza di una base filosofica dell'esistenza umana che sia rispettosa dei processi evolutivi e sia capace di accogliere istanze e provocazioni di varie fonti.
Così come appare quanto mai indispensabile un accostamento psicologico alla proposta omeopatica da una prospettiva scientificamente fondata e ampiamente riconosciuta nella sua validità

Il presente volume, al quale hanno collaborato studiosi di grande valore nel campo delle scienze umane (dalla filosofia alla psicologia, dalla medicina alla politica), si colloca in tale orizzonte di ricerca e intende avviare un dibattito -che si spera possa essere fruttuoso e ricco di nuovi spunti sia teorici che pratici- da cui ricavare utili suggestioni per il futuro.

Punto di partenza dei vari contributi è duplice: un seminario di studio su Omeopatia e Logoterapia... Via col senso (13 marzo 1999) e un convegno su Lo studio psicologico nell'omeopatia clinica (25 marzo 2000).
Gli incontri, svoltosi entrambi nella sede dell'Università Salesiana di Roma, furono progettati e realizzati in sintonia dall'Associazione di Logoterapia e Analisi Esistenziale Frankliana e dall'Istituto di Psicologia della Facoltà di Scienze dell'Educazione della medesima istituzione universitaria.
I numerosi partecipanti, allettati dalle proposte emerse dai dibattiti che seguivano le varie esposizioni, chiesero di avere a disposizione i materiali approntati dai relatori.
Nacque così l'idea di una pubblicazione che non riproducesse il modello classico degli atti di convegni, ma collocasse i vari interventi in una visione articolata e armonica, capace di rendere immediatamente comprensibili le prospettive emerse

L'itinerario del volume, partendo dal riconoscimento indiscusso del contributo di Samuele Hahnemann, maestro di profonda sapienza (Antonio Negro), sottolinea la necessità per l'omeopatia di una robusta visione filosofica della persona (Sabino Palumbieri), così da consentire un'osservazione psicologica dell'uomo (Giovanni De Giorgio e Franco Mendini) che favorisca la creazione di alleanze libere e responsabili (Pio Scilligo).
Ad una tale prospettiva offrono un notevole contributo la visione logoterapeutica di Viktor E. Frankl (Eugenio Fizzotti e Giovanni De Giorgio) e la riscoperta gioiosa e positiva del linguaggio corporeo (Carlo D'Angelo).
Solo partendo da una tale ampia e consolidata base antropologica e psicologica è possibile procedere nel considerare alcuni tipi omeopatici in prospettiva sia psicologica (Franco Mendini) che psicomotoria (Vito Bartocci), così come comprendere i profondi rapporti tra omeopatia e costituzioni umane (Gino Santini) ed effettuare l'analisi della predisposizione costituzionale del bambino fosforico e di quello sulfurico (Domenica Mannino).
E solo grazie ad un quadro teorico e metodologico di tale spessore si può sperare negli effetti positivi dell'impegno politico per il riconoscimento in Italia delle medicine non convenzionali (Andrea Cortese)

Un volume, dunque, che affronta un ampio spettro di tematiche e che offre agli studiosi del settore -ma anche ai semplici cultori delle scienze umane- la possibilità di un confronto aperto e libero da qualsiasi pregiudizio, cosiì come richiesto dalle attuali esigenze dello studio interdisciplinare.
Non va poi trascurato il rigore scientifico dei singoli contributi che, unito all'impianto teorico che sta alla loro base, rende il testo ancor più significativo e ne garantisce un indiscusso valore


Eugenio Fizzotti
Giovanni De Giorgio

tratto dal volume
"Verso una psicologia omeopatica"
per gentile concessione della
Casa Editrice Edi-Lombardo

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Istituto S.I.S Hahnemann - Scuola Superiore di Agopuntura
info@ssagopuntura.net - www.ssagopuntura.net
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