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Articolo tratto dalla rivista Medicina Domani Atlante di Agopuntura
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I tre circuiti negativi sono:
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I tre circuiti positivi sono:
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Nel TAE YIN (
) distinguiamo il Meridiano di MILZA-PANCREAS e quello di POLMONE.
Nel CHAO YIN (
) distinguiamo il Meridiano di RENE e quello di CUORE.
Nel TSIUE' YIN (
) distinguiamo il Meridiano di FEGATO e quello di MAESTRO CUORE.
Nel CHAO YANG (
) distinguiamo il Meridiano di TRIPLICE RISCALDATORE e quello di VESCICA BILIARE.
Nel YANG MING (
) distinguiamo il Meridiano di GROSSO INTESTINO e quello di STOMACO.
Nel TAE YANG (
) distinguiamo il Meridiano di INTESTINO TENUE e quello di VESCICA.
Sinteticamente possiamo usare il seguente schema:
La figura precedente ci sottolinea la particolarità che ogni Meridiano è accoppiato solo ed esclusivamente con un altro.
Elettrodinamicamente un tragitto non ha senso se non lo si considera con il suo accoppiato, quindi a loro volta i sei circuiti sono tra di loro accoppiati a due a due:
TAE YIN (
) con YANG MING (
) .
CHAO YIN (
) con TAE YANG (
) .
TSIUE' YIN (
) con CHAO YANG (
) .
I tre accoppiamenti porteranno quindi i relativi meridiani ad essere così collegati tra di loro:
MILZA PANCREAS -> POLMONE -> GROSSO INTESTINO -> STOMACO -> MILZA PANCREAS... e così via!
RENE -> CUORE -> INTESTINO TENUE -> VESCICA -> RENE... e così via!
FEGATO -> MAESTRO CUORE -> TRIPLICE RISCALDATORE -> VESCICA BILIARE -> FEGATO... e così via!
La cute, percorsa da questa rete elettrica, è partecipe a tutti gli equilibri-squilibri dell’organismo poiché gli organi interni riescono a comunicare con l’esterno attraverso questi pozzi di energia che sono i punti di agopuntura; si è dimostrato che al di sotto di ogni punto si possono trovare o un tronco nervoso più o meno importante o un vaso sanguigno sia arterioso che venoso.
Ci sono comunque sempre delle piccole concavità della cute delimitate o da superfici articolari, da masse muscolari, da tendini o da altre strutture che comunque fanno si che la superficie sottostante non corrisponda mai ad una parte dura come potrebbe essere un osso; l’energia insomma percorre sempre dei canali privilegiati che sono piani di clivaggio.
Non tutti i piani di clivaggio sono Meridiani ma ogni Meridiano è sempre un piano di clivaggio contenente liquidi interstiziali con ioni ed elettroliti e l’agopuntore riesce a percepire il punto di agopuntura palpandolo, facendovi scorrere il proprio dito, come se fosse un avvallamento, una depressione, ovvero un pozzo.
Per poter meglio comprendere questa situazione è opportuno soffermarci brevemente per fare delle riflessioni con esempi pratici.
Prendiamo un recipiente contenente un liquido e riempiamolo con altri recipienti più piccoli che hanno la caratteristica di essere generatori di corrente.
La figura illustra quanto premesso: all’interno del cilindro pieno di acqua o di un altro liquido abbiamo inserito altri piccoli cilindri aventi tutti all’interno carica positiva ed all’esterno carica negativa.
È ovvio che, più cilindri inseriamo e più l’acqua fuoriesce dal contenitore fino a lasciare tra i "generatori di corrente" soltanto una patina di umidità che avvolgerà tutte queste strutture.
L’esempio è voluto a proposito poiché la situazione illustrata somiglia molto a quello che in realtà succede in natura all’interno di tutti gli esseri animati.
Vi è un involucro molto grande, ovviamente ci riferiamo a tutto il mantello cutaneo, che contiene al proprio interno liquido che bagna tutti gli organi, come il fegato, cuore, milza, reni e... tutti insomma.
Ogni organo è un generatore di corrente poiché al proprio interno contiene cariche positive ed al proprio esterno invece le cariche sono di segno negativo.
Se poi vogliamo essere ancora più fiscali nell’esempio, non dimentichiamo che ogni organo è ovviamente formato da un numero enorme di cellule che, a loro volta, si comportano come altri generatori di corrente avendo esse stesse la caratteristica di possedere carica positiva al loro interno e negativa al loro esterno, ed anch’esse sono circondate da liquido.
Sono organi all’interno di altri organi!
A questo punto, tornando al cilindro della figura precedente, possiamo osservare come tutte queste cariche originanti dai vari generatori hanno la possibilità di migrare, di muoversi e, facendosi strada tra tutte le strutture, vengono proiettate alla periferia.
Così accade anche all’interno del nostro corpo!
Quindi ogni organo proietta in superficie, ovviamente sulla cute, le cariche che esso stesso genera e, per fare questo, percorrerà la via più semplice, la più breve, quella di minore resistenza, usando come veicolo il liquido che lo circonda e che avvolge tutti gli organi.
Sulla cute avremo allora una mappa di tanti punti allineati corrispondenti alle cariche elettriche che fuoriescono all’interno di veri e propri "pozzi".
L’insieme, l’allineamento di tutti questi punti danno vita a quelli che in gergo noi medici agopuntori usiamo denominare meridiani.
Tutti questi "pozzi" emergono sempre all’interno di avvallamenti formati da strutture morbide, quali possono essere muscoli o tendini o anche dure, quali due ossa accostate tra loro, (ecco i piani di clivaggio nominati poco sopra), poiché solo in questo modo le cariche possono fuoriuscire con più facilità, cosa ovviamente poco probabile se i punti stessero al di sopra di strutture ossee compatte.
La figura successiva illustra in modo molto schematico la situazione appena descritta.
Così come gli organi interni riescono a comunicare con l’esterno attraverso questi punti, l’agopuntore usa gli stessi per poter inviare "messaggi"all’interno.
In linea di massima possiamo affermare che i Meridiani negativi ricevono informazioni dagli organi pieni, come ad esempio il polmone, milza-pancreas, rene, fegato, etc.
Al contrario invece i Meridiani positivi ricevono informazioni dagli organi cavi, come ad esempio lo stomaco, grosso intestino, vescica, etc. I testi di energetica spiegano ampiamente queste due ultime affermazioni!
Oltre ai meridiani appena accennati, positivi e negativi, che hanno tutti, indistintamente, il contro laterale simmetrico sia a destra che a sinistra, vi sono altri due meridiani che sono simmetrici tra di loro nel senso anteriore e posteriore, sono cioè centrali e dividono il corpo a metà.
Uno è anteriore (yin) ovvero il Vaso Concezione che corre lungo la linea mediana anteriore e l’altro è posteriore (yang) ovvero il Vaso Governatore che corre lungo le apofisi spinose della colonna.
Abbiamo più volte, in queste poche righe di introduzione, fatto riferimento all’Energetica.
Questo testo atlante ha lo scopo di illustrare solo l’anatomia dei punti, ma, per poter impostare tutto un discorso terapeutico logico e scientifico, si invita il lettore a comprendere bene l’Energetica.
Mi si potrà obiettare che questa affermazione può essere anche vera, ma intanto fino ad oggi, da migliaia di anni l’agopuntura è stata sempre praticata con risultati stupendi anche senza sapere dove stesse di casa l’Energetica.
Obiezione accettata!
Anche io sono d’accordo!
Mi sono però reso conto che, dopo anni di attività clinica, da quando ho cominciato ad interessarmi di Energetica le terapie sono finalmente diventate più logiche, più comprensibili.
Spesso il programma terapeutico per una patologia può anche restare identico quando si affronta il problema da un punto di vista tradizionale o da un punto di vista più moderno, usando ovviamente le cognizioni di energetica, ma finalmente in questo modo almeno si comprende, non ci troviamo più davanti ad un dogma e noi terapisti abbiamo un’arma in mano straordinaria che è quella della logica!
Non abbiamo allora più bisogno di ricette tramandate da migliaia di anni, ma finalmente possiamo "cucire" addosso al paziente la sua terapia più utile come se fosse un abito su misura, possiamo quindi personalizzare le terapie usando solo ed esclusivamente la logica.
Articolo tratto dalla rivista Medicina Domani
Anno IX - n. 1 Gennaio-Aprile 2003 - 1° Quadrimestre
Eugenio Fizzotti e Giovanni De Giorgio
L'attenzione rivolta all'omeopatia e alle possibilità contenute nelle medicine non convenzionali sta indubbiamente crescendo nel momento storico in cui viviamo.
Ne sono prova le polemiche di cui giornali e riviste sono piene, ma anche, e soprattutto, gli incontri scientifici che ad ogni livello affrontano con sempre maggior interesse le tematiche riguardanti i vantaggi per il benessere della persona dell'uso di metodiche alternative.
Notevole contributo in tale direzione viene dalla lenta diffusione di una visione antropologica che, superando le limitate e limitanti prospettive di un riduzionismo a base positivista, apre agli spazi sconfinati e imprevedibili della pluridimensionalità additando possibilità straordinarie di indagine, di sperimentazione e di verifica che siano più rispettose dei veri processi di crescita e di maturazione della persona.
"Benessere" e "malessere" non vengono più collegati ad un semplice e difettoso funzionamento organico ben classificabile e anatomizzabile, ma sono rapportati ad una concezione più integrale e globale della persona, al suo divenire in un contesto segnato fortemente dalla relazionalità, alla percezione della corporeità come modalità di esistenza, all'apertura solidale e originale all'ambiente circostante.
Emerge forte, allora, la necessità e l'urgenza di una base filosofica dell'esistenza umana che sia rispettosa dei processi evolutivi e sia capace di accogliere istanze e provocazioni di varie fonti.
Così come appare quanto mai indispensabile un accostamento psicologico alla proposta omeopatica da una prospettiva scientificamente fondata e ampiamente riconosciuta nella sua validità
Il presente volume, al quale hanno collaborato studiosi di grande valore nel campo delle scienze umane (dalla filosofia alla psicologia, dalla medicina alla politica), si colloca in tale orizzonte di ricerca e intende avviare un dibattito -che si spera possa essere fruttuoso e ricco di nuovi spunti sia teorici che pratici- da cui ricavare utili suggestioni per il futuro.
Punto di partenza dei vari contributi è duplice: un seminario di studio su Omeopatia e Logoterapia... Via col senso (13 marzo 1999) e un convegno su Lo studio psicologico nell'omeopatia clinica (25 marzo 2000).
Gli incontri, svoltosi entrambi nella sede dell'Università Salesiana di Roma, furono progettati e realizzati in sintonia dall'Associazione di Logoterapia e Analisi Esistenziale Frankliana e dall'Istituto di Psicologia della Facoltà di Scienze dell'Educazione della medesima istituzione universitaria.
I numerosi partecipanti, allettati dalle proposte emerse dai dibattiti che seguivano le varie esposizioni, chiesero di avere a disposizione i materiali approntati dai relatori.
Nacque così l'idea di una pubblicazione che non riproducesse il modello classico degli atti di convegni, ma collocasse i vari interventi in una visione articolata e armonica, capace di rendere immediatamente comprensibili le prospettive emerse
L'itinerario del volume, partendo dal riconoscimento indiscusso del contributo di Samuele Hahnemann, maestro di profonda sapienza (Antonio Negro), sottolinea la necessità per l'omeopatia di una robusta visione filosofica della persona (Sabino Palumbieri), così da consentire un'osservazione psicologica dell'uomo (Giovanni De Giorgio e Franco Mendini) che favorisca la creazione di alleanze libere e responsabili (Pio Scilligo).
Ad una tale prospettiva offrono un notevole contributo la visione logoterapeutica di Viktor E. Frankl (Eugenio Fizzotti e Giovanni De Giorgio) e la riscoperta gioiosa e positiva del linguaggio corporeo (Carlo D'Angelo).
Solo partendo da una tale ampia e consolidata base antropologica e psicologica è possibile procedere nel considerare alcuni tipi omeopatici in prospettiva sia psicologica (Franco Mendini) che psicomotoria (Vito Bartocci), così come comprendere i profondi rapporti tra omeopatia e costituzioni umane (Gino Santini) ed effettuare l'analisi della predisposizione costituzionale del bambino fosforico e di quello sulfurico (Domenica Mannino).
E solo grazie ad un quadro teorico e metodologico di tale spessore si può sperare negli effetti positivi dell'impegno politico per il riconoscimento in Italia delle medicine non convenzionali (Andrea Cortese)
Un volume, dunque, che affronta un ampio spettro di tematiche e che offre agli studiosi del settore -ma anche ai semplici cultori delle scienze umane- la possibilità di un confronto aperto e libero da qualsiasi pregiudizio, cosiì come richiesto dalle attuali esigenze dello studio interdisciplinare.
Non va poi trascurato il rigore scientifico dei singoli contributi che, unito all'impianto teorico che sta alla loro base, rende il testo ancor più significativo e ne garantisce un indiscusso valore
Eugenio Fizzotti
Giovanni De Giorgio
tratto dal volume
"Verso una psicologia omeopatica"
per gentile concessione della
Casa Editrice Edi-Lombardo