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Medicina Domani

Medicina Domani
Quadrimestrale scientifico di Informazione
edito dalla Scuola Superiore di Agopuntura

Articolo tratto dalla rivista Medicina Domani
Anno VI - n. 3 Settembre-Dicembre 2000 - 3° Quadrimestre

Come si diventa Omeopata?

Dott. Giovanni De Giorgio

Come si diventa Omeopata? Quanti medici si sono posti tale quesito! Logicamente, qui non intendiamo chiederci come giuridicamente si diventi omeopata, visto che ancora non esiste una legge che preveda il riconoscimento della figura professionale dell'omeopata.

Il nostro tentativo, invece, è orientato esclusivamente nel cercare di capire come un medico chirurgo possa acquisire l'identità culturale dell'omeopata, un'identità culturale, com'è risaputo, esistente da circa due secoli.

Ebbene, si diventa omeopata attraverso la frequentazione di corsi culturalmente qualificati, attraverso lo studio responsabile dei trattati classici dell'omeopatia, attraverso il confronto scientifico con le altre discipline, attraverso le esperienze pratiche... Insomma, si diventa omeopata attraverso quei tradizionali percorsi conoscitivi indispensabili alla formazione clinica. Comunque, rispetto alla formazione clinica allopatica, quella omeopatica richiede al medico una particolare esperienza, decisamente originale, e certamente non trascurata dai grandi Maestri.

Mi riferisco all'autosperimentazione dei medicamenti. In proposito, nel paragrafo 141 della sesta edizione dell'Organon, il fondatore dell'omeopata Samuele Hahnemann afferma: "Ma di tutte le esperienze, relative agli effetti puri, che medicamenti semplici producono sull'uomo normale, e agli stati morbosi artificiali e ai sintomi generati nei soggetti sani, le migliori saranno sempre quelle, che un medico sano e perspicace, senza preconcetti e cosciente, istituirà su se stesso con tutte le precauzioni ed avvertenze già indicate.

Egli sa con la massima certezza quanto ha percepito nell'esperimento su se stesso" (C.F. Samuel Hahnemann, sesta edizione dell'Organon dell'arte del guarire, red/studio redazionale, Como, 1985, p.95-96, paragrafo 141.)

Inoltre, una nota al paragrafo appena citato precisa: "Ma le esperienze personali hanno anche altri vantaggi insostituibili. Anzitutto egli si accerta (della grande verità) che l'azione curativa di tutti i farmaci consiste unicamente nella proprietà che hanno di produrre cambiamenti dello stato di salute e quegli stati di malattia artificiale, che ha provato negli esperimenti.

Inoltre queste osservazioni originali gli insegnano a comprendere le proprie sensazioni, il proprio modo di pensare, il proprio temperamento ("conosci te stesso", principio di ogni vera sapienza), lo educano all'indagine osservativa, indispensabile al medico.

Tutte le nostre osservazioni di esperimenti fatti su altre persone non hanno l'attrattiva di quelli fatti su noi stessi".(ibidem, p.96). Similmente ad Hahnemann, uno dei più autorevoli omeopati della storia, J.T. Kent, afferma: "Il miglior modo per studiare un rimedio è sperimentarlo" (J.T. Kent, Lezioni di filosofia omeopatica, Red/Studio redazionale, Como 1986, p.297).

Per altro, è bene sottolineare con Kent che "Una sperimentazione condotta in modo appropriato migliora la salute di chiunque, aiuta a rimettere le cose in ordine. Hahnemann consigliava ai giovani di prestarsi alla sperimentazione dei rimedi" (Ibidem, p.300).

I brani che ho riportati in questo articolo sono utili per ricordare alcuni concetti fondamentali per la formazione clinica del medico omeopatico.

Personalmente, durante la mia formazione omeopatica, ho cercato di realizzare organicamente, per quanto i mezzi me lo consentissero, lo studio dottrinario e lo studio esperenziale, autosperimentando su me medesimo numerosi e fondamentali medicinali omeopatici. Non nego di aver incontrato, durante l'autosperimentazione, diverse difficoltà operative e diversi limiti, ma credo, comunque, di essere riuscito a cogliere il significato espresso da Hahnemann nel paragrafo 141 dell'Organon.

Infatti, in riferimento alla mia esperienza, penso di poter affermare che la conoscenza profonda dei medicamenti omeopatici avviene, certamente, sia per mezzo dello studio sistematico della materia medica e sia per mezzo dell'autosperimentazione. In buona sostanza, adoperando un linguaggio un po' colorito, si potrebbe ben dire che il medico coglie l'opportunità di acquisire, attraverso l'autosperimentazione, i poteri più segreti del medicamento.

L'Organon, è risaputo, rappresenta l'opera capitale dell'omeopatia nella quale vengono ordinatamente esposti i capisaldi dottrinari e metodologici della disciplina individuata Hahnemann.

Pertanto, in riferimento al paragrafo 141, quindi in riferimento ad Hahnemann, si dovrebbe ben comprendere quanto sia necessaria l'autosperimentazione alla formazione del medico omeopatico. I sintomi a cui maggiormente bisogna far riferimento sono quelli mentali. A tal proposito sempre il dottor Kent afferma: "La malattia si può studiare indagando gli effetti dei farmaci sull'organismo sano.

Hahnemann si è basato sulle informazioni acquisite in tali sperimentazioni quando ha affermato che la mente è la via d'accesso all'uomo. I sintomi mentali sono risultati i più importanti, sia nel rimedio sia nella malattia. L'uomo consiste di ciò che pensa e di ciò che ama, di nient'altro.

Se queste due componenti dell'uomo, la volontà e l'intelletto, divergono, sono la pazzia, il disordine, la morte. Tutti i farmaci agiscono in primo luogo sulla volontà e sull'intelletto (a volte in misura considerevole su entrambi), influendo sulla capacità di pensare e di volere e, conseguentemente, sui tessuti, sulle funzioni e sulle sensazioni." (Ibidem, p.22).

Dunque, durante l'autosperimentazione, bisogna tenere in seria considerazione non soltanto i sintomi organici e funzionali, ma anche i sintomi mentali.

Personalmente, auspico che nel futuro, qualora dovesse essere riconosciuta la figura dell'omeopata, si possano realizzare centri di ricerca e di autosperimentazione guidata in quanto io credo che, per diventare omeopati, non sia possibile sorvolare approssimativamente intorno al significato espresso nel paragrafo 141 dell'Organon. Ed allora, per rispondere al quesito iniziale, come si diventa omeopata?

Si diventa omeopata attraverso uno studio teorico-pratico sistematico, attraverso un serio confronto con la scienza cartesiana, attraverso un'attenta analisi delle verità acquisibili con la scienza empirica, cioè, con l'esperimento, con l'autoesperimento: autoesperimento che conduce alla conoscenza diretta dei poteri curativi dei medicamenti omeopatici.

Il medico che conosce solo teoricamente il potere curativo dei medicamenti omeopatici, in riferimento a quanto sostenuto da Hahnemann, credo sia un'omeopata incompleto, poiché la conoscenza teorica omeopatica e la conoscenza clinico-pratica-omeopatica dovrebbe collegarsi alla conoscenza acquisita con l'autoesperimento omeopatico.

Per realizzare adeguatamente tale formazione professionale sono necessarie delle strutture altamente organizzate, altrimenti, qualsiasi medico, se desidera autosperimentare i medicamenti, è costretto ad autogestirsi con grandi difficoltà

Durante le mie lezioni ho sempre cercato ricomunicare anche i contenuti acquisiti durante le mie faticose autosperimentazioni, sebbene non sia stato possibile trasferire didatticamente, e totalmente, il significato intimo dell'esperienza personale. Inoltre, non ho mai voluto guidare una sperimentazione e mai intenderò farlo tranne che dovessero presentarsi quelle auspicate condizioni organizzative di rigore accademico.

Per il momento, mi piace comunicare i contenuti concettuali dell'omeopatia, ho soddisfazione nel collaborare a seminari di studio in cui le teorie vengono trasferite organicamente nella pratica clinica, amo insegnare quel che ho imparato e continuo ad imparare, anche dagli stessi allievi, riguardo alla difficile arte dell'omeopatia.

Naturalmente, spero in un futuro che offra l'opportunità di facilitare la diffusione e l'interscambio della cultura omeopatica, migliorando la ricerca, la didattica e la comprensione approfondita dei trattati classici, affinché nessuno abbia più dubbi su come si diventa omeopata.

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